Luca Baldan inizia la sua carriera professionale nel 1987 lavorando presso istituti bancari e dal 1993 svolge la professione di Consulente finanziario in Fideuram.
Indice
COSA POTRAI APPRENDERE DA QUESTA INTERVISTA:
I segreti per raggiungere risultati (9:15)
Le abitudini quotidiane (12:00)
L’uso dei social (15:10)
I momenti difficili (19:20)
Le competenze determinanti (22:00)
Le collaborazioni con altri professionisti (23:45)
Luca Baldan, oltre ad essere un caro amico, è una persona che conosco da tantissimi anni. È stato lui l’iniziatore di quello che è stato il mio percorso professionale come consulente finanziario.
I segreti per raggiungere risultati (9:15)
Florentino: Vuoi condividere un segreto che ti ha permesso di svoltare nella tua professione e di raggiungere gli importanti risultati che oggettivamente hai ottenuto?
Baldan: Mi è sempre piaciuto mettermi in discussione, in particolare durante la crisi dei mercati intorno agli anni 2000 ho iniziato a farmi delle domande sull’utilità della professione che stavo portando avanti da ormai diversi anni.
Anch’io come tanti avevo la delusione di aver venduto prodotti che non avevano soddisfatto appieno i clienti, e così iniziai a mettere in discussione me stesso.
Da lì la spinta nel 2002 di iscrivermi all’università.
Università che ho frequentato con piacere per i successivi sei anni e che mi ha aperto gli occhi e la mente su una modalità diversa di fare la professione.
Non so se sia un segreto, ma questa scelta è stata la spinta nel voler imparare sempre qualcosa di nuovo. E poi il resto è arrivato di conseguenza.
Un altro segreto è la tenacia, ho avuto tanti alti e bassi nella mia professione, ma l’importante è insistere e non mollare mai: cadere, ma essere in grado di rialzarsi.
Le abitudini quotidiane (12:00)
Florentino: Hai delle routine quotidiane?
Baldan: Ho alcune routine, ad esempio prima di iniziare la giornata programmo quello che farò, per quanto possibile e tenendo degli spazi per gli eventuali imprevisti. Il venerdì, invece, faccio una sorta di bilancio della settimana per vedere se ci sono degli scostamenti rispetto a quanto mi ero prefissato di fare.
Oltre alla pianificazione quotidiana, c’è anche quella periodale che nel mio caso è trimestrale.
Impostare la rotta non garantisce di arrivare a destinazione nei tempi, ma dà un’idea di dove si vuole andare.
Riservo, inoltre, dello spazio per la formazione e quello destinato alla visibilità che è legato ai social.
Florentino: Il tema della pianificazione non è una cosa che riguarda tutti, spesso le persone iniziano a programmare, continuano per qualche giorno per poi mollare.
Quello che conta però è la costanza nel fare e nel rendersi misurabili andando a valutare gli scostamenti e correggere dove serve.
L’uso dei social (15:10)
Florentino: Cosa ti ha spinto ad usare i social?
Baldan: Non sono mai stato un grandissimo venditore, ma ho sempre cercato di essere preparato. Nel corso degli anni ho capito che se non si comunica quello che si fa, nessuno ne verrà a conoscenza.
Da qui ho voluto iniziare ed entrando in questo mondo sono poi arrivate delle proposte.
Ho cominciato il 27 novembre 2010 con un evento fatto presso la sede di un mio cliente architetto. È stato un evento “social fisico” e da lì ce ne sono stati altri come anche quelli “digitali”.
I momenti difficili (19:20)
Florentino: Qual è stato un momento particolarmente sfidante che ti ha costretto a prendere una decisione importante.
Baldan: Nei primi anni in Fideuram ero lanciato verso la carriera manageriale, ma dopo circa un anno e mezzo ho capito che andavo bene da un punto di vista tecnico, ma da un punto di vista personale ero troppo fragile. Se avessi continuato in quel modo, avrei sofferto io e avrei fatto soffrire i miei coordinati. Da lì ho deciso di tornare a fare il promotore facendo ripartire il tutto. E questa decisione non è stata per niente facile da prendere.
È stata però la decisione più bella e più importante della mia vita perché poi mi ha dato il tempo di metabolizzare tutto quello che era successo, di andare all’università e di vivere altre esperienze.
Florentino: Questa cosa ti rende merito, non è da tutti interpretare con coerenza e rispondere a quello che è il cuore che non sempre corrisponde alle scelte di tipo razionale.
Le competenze determinanti (22:00)
Florentino: Oggi quale potrebbe essere una competenza determinante per poter padroneggiare ad altissimo livello la professione di consulente finanziario?
Baldan: Per una vita ho inseguito la preparazione tecnica, ma in realtà avendo a che fare con il mio team di professionisti composto da commercialisti, notai, avvocati, ecc. ho capito che la competenza principale è quella relazionale, tipica del consulente finanziario.
Quella capacità di far sì che una famiglia decida di porre in essere degli atti che vadano a favore della conservazione e della trasmissione del patrimonio. Ed è una cosa che appartiene al consulente finanziario che lavora, in senso buono, sulle emozioni (sulla pancia).
Ritengo che la capacità di relazionarsi sia la dote di maggior successo.
Le collaborazioni con altri professionisti (23:45)
Florentino: Sei riuscito a creare un network di relazioni importanti con altre libere professioni agendo proprio a livello di team. Ci vuoi parlare di questa esperienza?
Baldan: Nel 2009 ho partecipato ad un corso di Wealth Management presso l’Università Bocconi e tra i vari docenti ho conosciuto Luigi Belluzzo che mi affascinato con la materia dei trust.
Da lì ho iniziato a studiare il patrimonio entrando a contatto con gli strumenti che venivano usati da questi professionisti per assistere le famiglie.
Ho cercato poi questi professionisti e mi sono reso conto che parlavamo la stessa lingua, volevamo le stesse cose ed è stato poi naturale. Loro si sono rivolti a me per risolvere delle questioni finanziarie e da quando questo è successo con esito positivo, si è stabilito un canale comunicativo che non si è più interrotto.
Florentino: C’è stato un fatto o un aspetto che ti ha permesso di essere percepito allo stesso livello?
Baldan: Si tratta di studiare gli strumenti e di prenderne possesso anche se apparentemente non è una materia interessante o utile alla nostra professione.
L’ho fatto perché mi piaceva ed è stata una conseguenza naturale il fatto che il professionista si rivolgesse a me. Parlando la sua stessa lingua, ho fatto in modo che si fidasse di me.
Ho voluto poi continuare a seguire il mondo delle famiglie. Trent’anni fa vendevo prodotti semplici, oggi invece assistere famiglie che hanno esigenze particolari con più rami è una cosa che mi rende molto felice.
I mentori e quali sono gli aspetti che contano nella professione (28:30)
Florentino: Nella tua carriera professionale ci sono stati dei mentori?
Baldan: Nei primi anni è stato il nostro collega Ennio Lonati che mi ha portato ad avere un’impostazione manageriale. Poi ci sono stati alcuni docenti universitari e più recentemente un libro.
Ho studiato in modo approfondito il tuo libro L’Imprendipromotore dove ho trovato per la prima volta nel nostro mondo che solitamente è fatto di chiacchiere qualcuno che ha preso delle basi scientifiche adattandole alla consulenza finanziaria. Dalla necessità di strutturarci che è ripresa nel libro, ho iniziato a ragionare non più da promotore, ma da imprenditore.
Florentino: Quale potrebbero essere gli ingredienti per riuscire nella professione?
Baldan: I fondamentali sono sicuramente la costanza e la tenacia. Poi la formazione e il non avere paura.
Passiamo tanti anni ad avere paura del prossimo o dei risultati, ma spesso siamo più bravi di quello che noi ci riconosciamo.
Florentino: Se potessi tornare indietro, cosa metteresti subito in atto?
Baldan: Eliminerei la presunzione e approccerei tutto con più umiltà.
Florentino: Quali sono i prossimi passi da qui a uno o due anni?
Baldan: Sto strutturando la mia azienda, l’anno scorso ho assunto una persona e nel prossimo futuro ci sarà la selezione di altre figure. Il mio sogno è quello di avere un ufficio personale.

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