Perché la leadership può migliorarti come Consulente finanziario

Copertina dell'articolo sulla leadership per il consulente finanziario

I mercati difficili, i clienti esigenti (a volte difficili), il manager difficile, i colleghi difficili, insomma, tutti gli ingredienti necessari per poter vivere una vita professionale non particolarmente soddisfacente.

Eppure, se cominciassimo a vedere le cose da una angolazione differente, forse le nostre stesse emozioni cambierebbero.

Siete avvertiti: questo post cercherà di dare più stimoli all’anima che al business. Del resto, se l’anima non è a posto, anche il business può risentirne.

Poi, ogni tanto, tra un’interpretazione di un grafico, la preoccupazione per la crescita dello spread ed una previsione della FED, è necessario cominciare a prendersi cura di noi stessi, sempre più in equilibrio su questa fune, issata a qualche centinaio di metri dal suolo, tesa tra due grattacieli, uno intitolato alla vita personale, l’altro intitolato alla vita professionale. E noi in mezzo, a cercare di mantenerci in equilibrio, per non cadere giù.

Il bello è che i due grattacieli sono nella nostra testa. Ed è proprio da ciò che accade nella nostra testa, nella nostra coscienza, nella nostra coerenza ai valori ed agli obiettivi che ci siamo dati che dipendono i risultati che otteniamo.

O forse, più semplicemente, da come reagiamo agli eventi esterni.

Oggi voglio parlarvi di leadership, ed in particolare della leadership dell’imprenditore.

Voglio parlarvi di come il sentirsi causa di ciò che vi accade è probabilmente la chiave per assicurare a voi ed alla vostra impresa un presente ed un futuro fatti di soddisfazioni, risultati.

Essere “causativi” è probabilmente il minimo comune denominatore che accomuna buona parte degli imprenditori. I quali amano fare in modo che le cose accadano, piuttosto che subirle.

L’iniziativa imprenditoriale nasce proprio dalla forte spinta al causare gli eventi.

Ciò presuppone una grande dote: quella di intestarsi costantemente la responsabilità di quanto accade, sia che le cose siano belle, positive, profumate di vittoria e soddisfazione, sia che presentino aspetti negativi, siano brutte, e maleodoranti…

Spesso nei miei corsi di formazione racconto questa vecchia storia che rende molto bene la modalità con la quale l’essere umano si approccia alla realtà.

A Birmingham alla fine dell’Ottocento, una grande fabbrica di scarpe inviava in Africa due dei suoi migliori venditori ad esplorare nuovi mercati.

Appena sbarcati, la scena che si presentò loro era eloquente: tutta la gente era a piedi nudi.

Il primo venditore si precipitava immediatamente a telegrafare alla casa madre nel Regno Unito: “…situazione disperata…stop…nessuno porta scarpe … stop … mi imbarco seduta stante per ritornare… stop”.

Contemporaneamente il secondo venditore scriveva: “… grandiosa opportunità…stop…qui nessuno porta scarpe…stop… inviate grosso container… stop”.

In questa simpatica storiella viene rappresentato in maniera efficace uno dei temi cari alla leadership: gli eventi – di per sé – non hanno una connotazione positiva o negativa, sono semplicemente gli esseri umani a darne un’interpretazione, traendone delle conclusioni assolutamente personali.

“Non puoi controllare tutti gli eventi che ti accadono, ma puoi decidere di non essere sminuito da essi.” Maya Angelou

In altri termini, tra lo stimolo e la risposta l’essere umano esercita una sua propria libertà: quella appunto di decidere – più o meno consapevolmente – quale risposta dare o azione da compiere che successivamente ed inevitabilmente produrrà degli effetti.

Mi si dirà: è normale che a stimolo corrisponda reazione. Certo, nella misura in cui però re-agiamo agli stimoli esterni adottando la medesima strategia, difficilmente otterremo i risultati differenti.

Diversamente, decidere di individuare altre possibilità può aiutarci a determinare altre situazioni, ciascuna delle quali può restituirci risultati differenti, creando situazioni differenti.

Tutto ciò è definito come pro-agire, ovvero scegliere consapevolmente altre possibilità, altre strategie.

Il pro-agire è fortemente legato ad una chiara definizione dei propri obiettivi, coerentemente ai propri valori e ad una fortissima focalizzazione sui risultati.

Qualsiasi imprenditore di successo – ovvero di persona che ha raggiunto dei risultati significativi – vi racconterà che buona parte delle proprie energie quotidiane è dedicata al trovare soluzioni che permettano di raggiungere i risultati, rimuovendo gli ostacoli sul cammino del raggiungimento della propria meta.

L’imprenditore parte dal problema e ricerca spasmodicamente delle soluzioni: questa è la responsabilità imprenditoriale.

Molto spesso, se siamo concentrati sugli effetti (problemi/dolore) che un determinato evento ci provoca, non sentendoci causa e conseguentemente responsabili del manifestarsi dello stesso, difficilmente saremo in grado di individuare delle soluzioni allo stesso. Saremo piuttosto tentati di ricercare colpevoli in altri, in altre situazioni, in altri fattori (il mercato, la sfortuna, ecc.). Tutto ciò appartiene al cosiddetto ciclo dell’irresponsabilità.

Hai osservato lo schema sopra? Quante volte ti è capitato di viverlo in prima persona? Il ciclo dell’irresponsabilità molto spesso determina inazione, non risoluzione dei problemi, scarico delle responsabilità. È come se, durante un incendio, anziché spegnere il fuoco, ci concentrassimo sulla ricerca di chi, per una disattenzione o per dolo, lo avesse provocato.

Diverso è invece l’approccio “responsabile”.

L’evento accade, crea il problema ma immediatamente ci si concentra su cosa sia possibile fare per risolverlo.

Non sempre riusciremo a risolverlo nel migliore dei modi, ma ci saremo messi nella condizione di agire.

Quell’agire che individua soluzioni ideali, di compromesso.

Quell’agire che ti consente di apprendere per il futuro nuove strategie per non farti sbagliare.

Lo stesso agire che, in caso di situazioni irrimediabili, ti consente di elaborare il lutto facendotene una ragione.

Permettendoti così di non farti controllare dagli eventi, ma lasciandoti la responsabilità di decidere di non farti sminuire da essi.

Ho trattato questi temi nel mio libro “L’Imprendi(promo)tore – Manuale di imprenditorialità per il Consulente Finanziario” – Ed. LSWR.

Scarica gratuitamente il primo capitolo cliccando qui: Primo capitolo Imprendi(promo)tore

Puoi acquistare il libro su Amazon cliccando qui: L’Imprendi(promo)tore su Amazon

Enrico Florentino · Nella consulenza finanziaria dal 1991, fondatore di Strategike. Chi sono · Scrivimi

2 risposte a “Perché la leadership può migliorarti come Consulente finanziario”

  1. Roberto Riolo

    Molto spesso sprechiamo energie a cercare il colpevole (spesso in qualcun altro) piuttosto che trovare la soluzione.

    1. Enrico Florentino

      Vero Roberto. Trovo che la leadership sia prima di tutto una sorta di abitudine mentale. Essere concentrati sulla soluzione anzichè sulla ricerca del colpevole – cosa che deve avvenire dopo aver risolto il problema – sia una attitudine che se fosse diffusa nel nostro Paese, ci vedrebbe spiccare come popolo e nazione.
      Grazie del tuo commento-

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *