Giuseppe Di Vittorio inizia la sua carriera professionale in una delle testate più importanti del giornalismo finanziario italiano, Milano Finanza. Ed è attualmente direttore de Le Fonti TV.
Indice
COSA POTRAI APPRENDERE DA QUESTA INTERVISTA:
La nascita de Le Fonti TV (10:30)
L’uso dei nuovi media da parte dei consulenti finanziari (16:25)
Gli elementi differenzianti de Le Fonti TV (21:30)
Dove trovare Le Fonti TV (25:30)
Lo sviluppo dell’infotainment (28:50)
I progetti cartacei (32:30)
La redazione de Le Fonti TV (34:45)
Un canale TV per il consulente finanziario? (38:45)
La nascita de Le Fonti TV (10:30)
Florentino: Come nascono Le Fonti TV?
Di Vittorio: È un canale che nasce nel 2017.
Nel 2011 abbiamo vissuto un momento abbastanza sofferto dell’economia e l’Italia è rimasta in una zona stagnante.
Gli azionisti de Le Fonti, vista la situazione dell’Italia dal punto di vista economico e finanziario, hanno messo in evidenza che i media economici e finanziari presenti in quel momento nel Paese non avevano svolto a sufficienza un ruolo di critica costruttiva all’economia, in grado di formare ed informare le persone e permettergli di formarsi una propria opinione.
I media non erano in grado di svolgere quel ruolo di attenzione che meritano invece le vicende economiche. Anche perché la salute così come l’economia sono le due cose più importanti nella vita dell’essere umano, insieme alle relazioni umane.
Abbiamo rischiato molto. Eravamo davanti ai mercati, davanti ai monitor, a contatto con l’opinione pubblica economica e finanziaria e con gli operatori finanziari internazionali. È stato quello il momento in cui abbiamo deciso che ci serviva un media.
Un media è uno strumento potentissimo e noi siamo nati dal punto di vista editoriale per aumentare e per far crescere l’attenzione degli italiani verso l’economia. C’erano già alcuni giornali, ma mancava un mezzo televisivo di diffusione di massa.
Vogliamo aumentare le contraddizioni di un dibattito all’interno dei temi di politica economica cercando di fare il media con la emme maiuscola, cercando di far formare un’opinione alle persone grazie alla possibilità di sentire più voci. Farsi una propria opinione tendendo a schierarsi.
Il nostro obiettivo è quello di far schierare le persone e di far diventare questo media uno strumento di massa.
L’attuale contesto televisivo verrà completamente ribaltato. La televisione, così come la conosciamo, non ci sarà più.
Già adesso se si va nelle sale TV degli alberghi non c’è più nessuno. Le televisioni tradizionali sono 35 milioni, invece solo contando iPad, smartphone, pc… ci sono 60 milioni di pezzi che corrispondono al numero di strumenti sui quali trasmettere.
Noi puntiamo ai numeri della televisione generalista tenendo conto che la finanza e l’economia hanno un potenziale più forte di quello del calcio perché quando sei un tifoso e vince la tua squadra molto probabilmente non cambia nulla per te. Invece, se l’economia va bene o va male può cambiare molto nella vita delle persone.
Se il tuo portafoglio cambia, in più o in meno, qualcosa cambia per te.
L’uso dei nuovi media da parte dei consulenti finanziari (16:25)
Florentino: Oggi, un consulente finanziario come dovrebbe utilizzare i nuovi media?
Di Vittorio: Innanzitutto deve utilizzarli! Snobbare questi strumenti mediatici sarebbe un errore enorme e grave. Credo che vadano usati come vetrina avendo molto tatto e andando a costruire un passo alla volta quello che è il messaggio, facendo molte prove e test. Credere non tanto in quello che si sente, ma in quello che si vede cercando di capire se le relazioni si rafforzano.
Si tratta di ottimi strumenti di confronto, a volte la realtà che abbiamo nella nostra testa è diversa da quella che avviene veramente. In questo senso è cambiato molto anche il mio modo di lavorare, prima per poter fare il mio mestiere dovevo fare decine e decine di telefonate, oggi in un minuto mi basta andare su Facebook per capire dove tira il vento.
I consulenti possono anche scegliere di affidarsi a professionisti che si occupano di comunicazione. Usare i social network esclusivamente per scopi di carattere professionale non è una buona strategia, anche se è importante raccontare una parte di sé stessi.
Per quanto riguarda la televisione, da noi intervengono diversi consulenti finanziari e lo fanno con estremo successo. Quello che serve è l’impegno e la costanza, non basta andare in televisione solo una volta. Un canale TV trasmette milioni di immagini e le persone si ricordano solo il 15% di quello che vedono.
Il segreto è quello di avere appuntamenti di carattere routinario con una certa frequenza e con una ritmica ciclica.
È utile farsi un proprio look, una propria immagine molto diversa da quella degli altri. Può essere un abbigliamento particolare o un accessorio in grado di fare la differenza.
Gli elementi differenzianti de Le Fonti TV (21:30)
Domanda del pubblico: Premetto che non vi conosco, ma perché dovrei seguirvi? Questo canale TV che cosa dà di diverso rispetto agli altri?
Di Vittorio: Noi riserviamo una grande attenzione ai temi macroeconomici di carattere generale e affrontiamo i mercati da un punto di vista tecnico con uno sguardo di tipo divulgativo.
Cerchiamo di partire da un’informazione che è professionale, che si rivolge ad un pubblico professionale, cercando di coinvolgere anche gli appassionati di temi di carattere economico o sociale.
Se una persona è restia rispetto ai mercati finanziari, all’economia o alle problematiche economico-sociali, non siamo il canale giusto.
È un media di tipo verticale, non c’è intrattenimento. Siamo un canale di informazione.
Rispetto agli altri media, facciamo dieci ore di diretta al giorno, nelle quali c’è sempre un conduttore che in media fa circa tre ore di programmazione.
Spaziamo dai mercati giapponesi, asiatici, il calendario macroeconomico, lo spazio dedicato alla consulenza finanziaria e ai portafogli di investimento. E ancora l’analisi fondamentale, l’analisi grafica, l’operatività dei trader, le opzioni, il mercato valutario, le materie prime, gli indici, le criptovalute e alla fine della giornata proponiamo un riepilogo di quello che si è perso.
Dieci ore di diretta al giorno, dieci ore di adrenalina. Noi ci divertiamo tantissimo e speriamo di far divertire anche chi ci guarda.
La TV finanziaria viene seguita dalle persone anche per tante ore di fila.
Accompagniamo tutta la giornata degli operatori che sono sui mercati finanziari: consulenti finanziari, le sale operative, le reti, gli imprenditori…
Dove trovare Le Fonti TV (25:30)
Florentino: Dove è possibile vedere Le Fonti TV?
Di Vittorio: Anche questo è un elemento di novità: siamo una TV “liquida” e significa che si può vedere quasi ovunque.
Sul sito “lefonti.tv” si concentra la maggior parte dei nostri telespettatori. Siamo anche su Facebook e su YouTube, e qui in particolare si vede anche la nostra redazione.
Siamo una TV liquida anche dal punto di vista delle integrazioni: se qualcuno volesse integrare Le Fonti TV su un sito web, possiamo fornire i codici per l’inserimento, come Il Sole 24 Ore che ha la nostra TV.
Lo sviluppo dell’infotainment (28:50)
Domanda dal pubblico: Qual è la ricetta o meglio lo sviluppo dell’infotainment in ambito finanziario?
Di Vittorio: Lo sviluppo si fa creando dibattito, presentando diverse opinione e mettendole a confronto in modo tale che le persone si possano fare la propria opinione. L’obiettivo è quello di costringere le persone a schierarsi, prendendo una posizione su un determinato argomento.
Oltre allo schieramento, la seconda questione riguarda il tono. Avere un tono professionale, ma anche amichevole. La televisione è un po’ strana, entra nelle case delle persone senza bussare alla porta e se io sono molto rigido la gente cambia subito canale. Il tono deve essere il più possibile amichevole.
C’è una terza questione che riguarda l’egoismo. Se sei azionista di una determinata società, se sei italiano e se il PIL va bene o va male, deve scatenare in te una sorta di egoismo e quindi una sorta di di interesse nel seguirci per saperne di più.
Il potenziale della finanza è dieci volte superiore a quello del calcio.
Usiamo tecniche e modalità applicate quotidianamente su Le Fonti TV con le quali cerchiamo di attirare sempre più telespettatori e stiamo avendo dei risultati strabilianti.
Nel giro di un anno abbiamo raggiunto le altre web TV e ora puntiamo a raggiungere gli ascolti della TV classica.
I progetti cartacei (32:30)
Florentino: Avete in programma anche una convergenza tra televisione e carta stampata, ad esempio pubblicando un magazine o qualcosa di utile per chi volesse fare degli approfondimenti?
Di Vittorio: Questa è proprio la seconda parte del progetto. Dovevano partire in parallelo, ma la televisione ci ha completamente travolto.
Il successo della televisione è un mostro che difficilmente riesci a controllare e io stesso ho difficoltà nel tenerlo sotto controllo. Dovremo capire come riuscire a gestire e a controllare questa crescita che non ci aspettavamo.
Sarebbe dovuto partire parallelamente il progetto “Finanza e diritto”, un sito sempre di Le Fonti TV con l’intento di puntare ad una newsletter quotidiana.
Le modalità di fruizione dei contenuti editoriali sono cambiate, i professionisti leggono il quotidiano la sera e poi nel fine settimana approfondiscono con letture di carattere settimanale.
Stiamo facendo il reclutamento sul sito web per trovare persone che vogliano scrivere sul sito e poi questo sito diventerà una newsletter inviata quotidianamente e quella stessa newsletter si trasformerà in un settimanale in formato PDF e pubblicato nel fine settimana.
Noi abbiamo già quattro riviste mensili: una dedicata agli amministratori delegati, una legata al risparmio gestito, un’altra alle assicurazioni e un’altra centrata sulla parte legale. Sono riviste che hanno una distribuzione nei capoluoghi di regione e in alcune capitali finanziarie europee.
La redazione de Le Fonti TV (34:45)
Florentino: Da quante persone è composta la vostra redazione?
Di Vittorio: Siamo circa una trentina di persone, sulla televisione ne gravitano una decina e poi abbiamo diversi collaboratori. La nostra forza è che siamo un gruppo di carattere internazionale con attività a Hong Kong, New York, Singapore, Dubai, Londra. In pratica le principali capitali finanziare globali.
Questa è stata una scelta coraggiosa e intuitiva, una scelta felice perché nel 2008 quando c’era la crisi in Italia, Le Fonti ha capito che sul piano domestico non si riusciva a crescere e quindi ha iniziato ad aprire e a fare attività all’estero, in maniera molto leggera e senza grosse pretese, trovando collaboratori efficaci.
Quando l’Italia aveva qualche difficoltà, andai a Londra per vedere come potevamo uscire da quella situazione. E mi ricordo che le persone della sede londinese erano abbastanza indifferenti, per loro se l’Italia stava andando male, bastava andare da un’altra parte.
Quell’atteggiamento mi ha molto sorpreso, ho capito l’importanza di creare imprese di carattere globale e che è troppo rischioso essere concentrati solo su un singolo Paese.
Ti riporto anche le cose negative altrimenti non è un discorso realistico e veritiero.
Ho difficoltà ad essere “un’azienda internazionale”, perché vuol dire avere standard diversi da quelli italiani. Entro 24 ore bisogna rispondere alle email e ai messaggi e spesso non ci riesco. Devo avere un inglese fluente con un’ottima comprensione della lingua. Nelle aziende internazionali non ci devono essere lamentele e se ce n’è una, va risolta anche questa entro 24 ore.
Ho sempre vissuto in aziende che avevano un orizzonte di carattere domestico e suggerisco a tutti di andare in aziende di carattere internazionale perché si imparano tante cose.
Abbiamo una visione globale anche se non è per niente facile. Se si sbaglia si paga e se si fanno bene le cose si viene premiati. I lavoratori partecipano attivamente alla gestione dell’impresa e si tratta di modalità diverse che però portano ad una crescita culturale.
Un canale TV per il consulente finanziario? (38:45)
Domanda dal pubblico: Ad un consulente finanziario conviene aprire un proprio canale TV?
Di Vittorio: Io credo di sì, ma ovviamente un canale TV vuol dire avere un palinsesto con le ore di programmazione, gli esterni, i servizi, i montaggi e comporterebbe un costo molto alto. Sicuramente avere dei contributi video, avere un canale YouTube del consulente, è utile. Fare le cose di solito porta sempre dei risultati, difficile che fai una cosa e va male. Al massimo fai una cosa e poi riflettendoci la correggi, ma è l’immobilismo che solitamente porta ad arretrare.

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