Che piacere avere avuto in trasmissione Francesco Casarella di Colazione a Wall Street.
Un ragazzo con una grandissima determinazione e, soprattutto, una bellissima vision: quella di divulgare in maniera semplice i concetti complessi e talvolta complicati della finanza!
Indice
COSA POTRAI APPRENDERE DA QUESTA INTERVISTA:
L’idea di Colazione a Wall Street (10:20)
Le abitudini (17:30)
Fare i video (22:20)
Il rapporto con i giovani (25:40)
I prossimi piani (30:00)
L’idea di Colazione a Wall Street (10:20)
Florentino: In un mondo della consulenza finanziaria che è più spostato dalla mia età in su, io ho 48 anni, rispetto alle nuove generazioni, i social network sono visti sì come un’opportunità, ma come un’opportunità non così rilevante oppure come un qualcosa da rifuggire.
Tu sei la dimostrazione che hai avuto la capacità di utilizzare i social network a fin di bene. Non hai fatto altro che fare cultura finanziaria nei confronti dell’Italia che purtroppo è considerata un fanalino di coda nell’ambito dell’educazione finanziaria.
Come ti è venuta l’idea di fondare Colazione a Wall Street, di svegliarti tutte le mattine alle 5 e fare il famoso “video al giorno”?
Casarella: La mattina non mi è difficile perché già ero una persona mattiniera, mi alzavo sempre presto, ora mi alzo un’ora prima e vado a dormire un’ora prima. Se è vero che sono una persona mattiniera, è vero anche che sono un pantofolaio perché io alle 10 di sera sono già nella fase REM.
L’idea di Colazione a Wall Street è nata perché avevo dei compagni di università e colleghi di lavoro che mi chiedevano sempre consigli, domande, curiosità proprio sul tema.
Alla fine uno dei miei amici mi ha detto: “Se riesci a farti capire…” essendo, come hai detto tu prima, la finanza una materia non facilissima, “comincia a divulgare, comincia ad avere un seguito sui social, fai qualche video sul tema.”
I primi erano, ammetto, un po’ frustranti perché i primi due mesi facevo i video – poi sai, gli amici ti dicono: “sì domani sarò sveglio alle 7” e poi “ah scusa, non ho visto” – all’inizio era una battaglia, ma sono andato avanti.
Finché poi la cosa ha cominciato a prendere piede, tant’è vero che siamo passati dalla cerchia degli amici più stretti fino agli amici del profilo Facebook, tra cui ci sono molti che nemmeno conosco benissimo, che ho visto cominciare a interagire.
Finché uno di questi amici, che aveva una certa esperienza nei social network, mi ha detto: “Quello che fai è veramente incredibile, al momento è una cosa che non ho mai visto in questo format, apriti subito una pagina.”
Da lì siamo passati dal profilo alla pagina, e poi, di giorno in giorno, man mano che le cose crescevano, si conoscono persone, le persone ti danno idee e ti aiutano anche – io ero partito da solo, ma adesso ho una squadra di dodici persone.
Ho trovato gente competente in settori che io conosco ancora poco, la mia materia sono gli investimenti finanziari, ma poi sulla pagina trattiamo di tutto, quindi una finanza divulgativa, come hai detto tu, a 360°.
C’è di tutto in Colazione a Wall Street.
Florentino: Riflettevo su come tutti quanti all’inizio dicono “per i primi tempi non accade nulla e poi improvvisamente l’attività comincia a espandersi”. Credo che la merce è proprio la fiducia, la costanza nell’esporti e nel donare senza chiedere nulla in cambio. La fiducia è l’elemento più importante nelle relazioni.
Casarella: Soprattutto nel mondo finanziario la fiducia è la cosa più importante.
Oggi il web dà la possibilità di “dare”. Arrivare a dei numeri è un insieme di cose, la costanza è la cosa più importante, secondo me, perchè ci devi essere tutti i giorni e tutti i giorni le persone hanno dubbi diversi, in base a ciò che hanno sentito e letto, quindi tutti i giorni devi fugare i loro dubbi e dare qualcosa di aggiuntivo.
Per noi queste cose possono essere scontate, però per chi ci ascolta, soprattutto in Italia dove dobbiamo combattere la diseducazione finanziaria, è una cosa di grandissimo valore.
Non bisogna mai sottovalutare quello che possiamo dare agli altri, nel mio caso a livello finanziario. Se dopo dai, raccogliere diventa, non dico naturale, ma nemmeno faticoso. All’inizio è difficile, devi dare tanto, ma poi raccogli anche tanto.
Le abitudini (17:30)
Florentino: Credo che una cosa che possa stimolare la curiosità è il capire cosa c’è dietro le quinte. Che cosa succede la sera prima di andare a dormire? Ti prepari gli argomenti, tieni un diario? Vuoi condividere la tua routine?
Casarella: In questo caso entra in gioco la co-fondatrice Francesca. L’ultima parola ce l’ha sempre lei che è la mia ragazza e co-fondatrice. Lei ha un ruolo chiave.
Io durante il giorno stando sui mercati ho tempo e modo di prendere le notizie migliori e selezionarle, e la sera le preparo scegliendo le più interessanti e utili. Poi lei, essendo un po’ fuori dal mondo finanziario, mi dice: “Questa notizia fa schifo, non gliene frega niente a nessuno, lascia stare. Fai quest’altro.”
Lei riesce a darmi quel punto di vista esterno che noi addetti ai lavori non vediamo. Soprattutto all’inizio avere una persona che, a forza di stare con me e parlare di questo, anche lei è diventata una sorta di esperta, ha sempre l’ultima parola sulla notizia che esce il giorno successivo.
Florentino: È una bellissima cosa che dimostra come essere troppo esposti e immersi in un certo ambiente si rischia di perdere il senso.
Mi capita di dire spesso ai consulenti, che si preparano a un seminario o a un evento in cui devono raccontare le cose, che sono colpiti dalla maledizione della conoscenza. Nel senso che sono convinti che gli altri sappiano. Questo li porta ad aver paura del giudizio altrui o dare per scontato che anche gli altri sappiano ciò che sappiamo noi. In realtà non è così. Per questo la tua fidanzata ti dà una mano, ti fa da diaframma col mondo reale.
Casarella: Mi ha aiutato tanto perché facendolo tutti i giorni ho preso il taglio. All’inizio era davvero difficile, ora mi bacchetta di meno, sto diventando più bravo.
Florentino: Poi cosa succede, quando ti alzi?
Casarella: Prima apro al gatto, gli do da mangiare. Poi rivedo gli appunti, preparo il set che è questa cucina con luci particolari e il microfono, faccio almeno una prova, ma con le notizie più spinose le ripeto due o tre volte non essendo una diretta e poi parte la programmazione del video tra le 6:45 e le 7:00.
Fare i video (22:20)
Florentino: Molti stanno iniziando ad avventurarsi nell’utilizzo del video, un media straordinario. Facebook è la nuova televisione. All’inizio com’è stato? Quanto ci mettevi a preparare un video pillola di tre minuti?
Casarella: Mi è capitato due mesi fa, sai Facebook ti ripresenta i post di un anno o due anni prima, non a caso uno dei primissimi video fatti all’inizio. Se lo riguardo oggi, oddio! Non ero io quella persona lì. Io mi vergognavo del me stesso di un anno fa.
Le luci sbagliate, quello che dicevo era giusto a livello di contenuti ma detto in maniera orribile, audio pessimo.
Tante cose che oggi si danno per scontate con la pratica, ma vedendo i post di un anno fa ti dici: “questo qua è meglio che si nasconde, non può fare video questa persona qua.”
Questa è la prova provata che la costanza e la voglia di vedere cosa si sbaglia e come migliorarlo, produce risultati nel tempo.
Florentino: Questa costanza ti è capitato che venisse meno? C’è stata qualche mattina in cui non ti sentivi in forma per poter fare il video? Spero mi dica di sì perché succede anche a me col Telegram.
Casarella: Confermo che ogni tanto capita, anche se non sempre perché ho questa fortuna/sfortuna di essere un appassionato della materia. Ogni tanto mi capita, ma la vedo sempre come una missione il fatto di educare finanziariamente le persone. Questo scopo più nobile mi fa dire: “ti metti lì e lo fai, altrimenti sei il solito che inizia e poi molla.”
Florentino: Senti la responsabilità, hai l’impegno nei confronti degli ascoltatori.
Casarella: Paradossalmente diventa, non dico un loop, ma ti trovi incastrato. Mi è capitato che se ritardo il video di due minuti, c’è qualcuno che mi scrive “dov’è il video oggi?” Non puoi permetterti di non esserci oggi, devi essere lì sul pezzo.
Il rapporto con i giovani (25:40)
Florentino: Essendo nato nel 1986, puoi definirti un nativo digitale. Il mondo della consulenza ha un’età media diciamo della maturità, per non definirci agée. Secondo te come potrà relazionarsi con dei giovani come te? Tu non hai difficoltà, ma per una persona che potrebbe essere tuo padre o tua madre, che suggerimento ti senti di dare da millennial, nel potersi relazionarsi con i figli dei clienti? Perché buona parte dei consulenti finanziari hanno clienti con figli della tua età.
Casarella: C’è qui il tema del passaggio generazionale. A me viene da ridere quando si dice che i giovani non hanno risorse. No, i giovani possono sempre dilapidare un patrimonio, però un domani saranno loro ad avere in mano la ricchezze delle proprie famiglie.
Per rispondere alla domanda su cosa fare e non fare nell’approcciarsi a questo target più giovane, una cosa l’hai già detta cioè di non parlare con linguaggio tecnico.
Ho avuto modo di leggere anche il tuo secondo eBook e mi è rimasta impressa una frase bellissima di Leonardo da Vinci “la semplicità è il massimo della sofisticazione.” Quindi, si sbaglia quando si pensa che per dimostrare di essere più competente devo parlare in maniera complicata. È proprio il contrario.
Tanto più padroneggi una materia, tanto più sei in grado di far arrivare i concetti chiave in modo facile. Non è vero che la gente ti vede come “quello parla in modo semplice” ti vede come “quello è talmente bravo che non ha bisogno di paroloni per spiegare le cose”. Avvicinarsi quindi in maniera semplice a livello di linguaggio, parlare come gli altri.
Poi, il fatto di dare contenuti senza aspettarsi un ritorno.
All’inizio hai detto che io ho la passione dei supereroi, mi piacciono perché insegnano tante cose. Faccio sempre il paragone con il Prof. Xavier degli X-Men, quello sulla sedia a rotelle, un po’ il padre degli X-Men buoni. I suoi studenti dicono: “professore ma perché continua ininterrottamente, sempre con speranza, a voler educare la razza umana quando loro ti respingono e aggrediscono?”. Perché lui ha una visione di come dovrebbe essere il mondo, in cui in questo caso tutte le persone hanno una conoscenza finanziaria di base, lui vede oltre, ha una visione lunga che dovrebbero avere tutti i consulenti del mestiere proprio perché hanno un potere, quello di conoscere la materia.
Se riescono ad avere questa visione e divulgarla, sono loro, siamo noi che dobbiamo far partire il meccanismo. Se noi, che sappiamo le cose, non partiamo, le cose non arriveranno mai, saremo sempre lì a dire: “In Italia c’è un problema di educazione finanziaria”
Il problema c’è finché noi non decidiamo di metterci in gioco.
I prossimi piani (30:00)
Florentino: Qual è la visione che Francesco Casarella ha di Colazione a Wall Street fra cinque anni? Che visione ha di se stesso? Qual è il contributo che vuole continuare a dare?
Casarella: Mi piacerebbe molto che questo progetto continuasse a crescere come adesso in modo da raggiungere sempre più persone. Più persone si uniscono a questa causa, e più la divulgazione ci aiuterà ad essere un Paese economicamente migliore.
Sappiamo che dove c’è cultura finanziaria come Svizzera, Germania, Olanda, Stati Uniti, c’è una situazione economica diversa.
Vorrei veramente un Paese in cui non si parli più al bar di calcio e di politica, o meglio se ne parli in misura minore, perché tra il calcio e la politica ci va: “Guarda è successo questo sui mercati, io che ho degli investimenti mi trovo a fare questa decisione qua”.
Più la gente viene educata e più si avvicina a questo mondo. Diventa più naturale trovare i clienti, perché saranno i clienti stessi a volerne sapere di più perché hanno capito quanto questo sia importante.
Vorrei che Colazione a Wall Street fosse il punto di partenza. Come dire, lasciare il mondo in maniera migliore rispetto a come lo si è trovato. Mi piacerebbe essere considerato uno dei primi divulgatori della cultura finanziaria in Italia.

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