Mi ha sempre colpito la figura di Benjamin Franklin, scienziato, genio poliedrico e uno dei Padri fondatori degli Stati Uniti.
Franklin diede un grande contributo alla scienza del tempo, portando avanti importanti studi sull’elettricità.
Forse non tutti sanno che fu l’inventore del parafulmine, delle lenti bifocali: invenzioni che realizzò grazie alle sue passioni dedicate alla meteorologia e anatomia.
Cosa c’entra Benjamin Franklin con quella che è l’impresa del Consulente finanziario? C’entra moltissimo e fra qualche riga ve lo svelerò.
L’impresa vive costantemente nella condizione di dover crescere. Buona parte degli sforzi che l’imprenditore profonde vanno proprio in questa direzione.
Molto spesso però è necessario fare i conti con le abitudini, che nel caso dell’impresa – non importa di quale dimensione essa sia – sono rappresentate dai processi e da chi questi processi li interpreta: i collaboratori, lo stesso imprenditore.
Da queste righe si può già evincere quanto le resistenze siano probabilmente il fattore principale della performance sub-ottimale di un’azienda.
Ma torniamo al nostro Franklin.
Benjamin Franklin è noto anche per aver cercato di perseguire costantemente, nella propria vita, la perfezione morale.
Durante un viaggio in nave che lo portava da Londra a Philadelphia, mise a punto un sistema basato su 13 virtù per perfezionare la propria condotta morale.
Il sistema era formulato su uno schema molto preciso che consentiva a Franklin di impegnarsi a seguire con disciplina una singola virtù per un’intera settimana, registrando su un apposito grafico ogni trasgressione.
Una volta terminato il primo ciclo, durato 13 settimane, Franklin ripeteva nuovamente il ciclo per altre 13 settimane: in questo modo in un anno, il ciclo veniva ripetuto 4 volte.
Quando ho letto per la prima volta le 13 virtù ho subito immaginato come queste potessero applicate all’impresa.
Considerando che l’impresa del Consulente/Imprendi(promo)tore è impresa individuale, l’applicazione delle 13 virtù, non potrà che dare benefici sia alla sfera professionale, sia a quella personale.
Voglio proporvele in queste righe, convinto che, come disse lo stesso Franklin: “Senza crescita continua e progresso, parole quali miglioramento, realizzazione e successo, non hanno alcun significato”.
Ecco le 13 virtù:
1) Temperanza. “Non mangiare a sazietà e non bere fino a divenire euforico”. Sapere regolare gli impulsi e gli istinti consente di approcciare il proprio business con la lucidità necessaria a commettere pochi errori e a cogliere le migliori opportunità.
2) Silenzio. “Non parlare se non per recar beneficio a te stesso o ad altri. Evita i discorsi futili”. Quante volte capita di parlare a sproposito o quando il nostro parere non viene richiesto. Evitare i discorsi futili, inoltre, permette di risparmiare un sacco di tempo ed energie utili al business.
3) Ordine. “Ogni tua cosa abbia il suo posto, a ciascuna delle tue attività dedica il giusto tempo”. Il disordine impatta in maniera rilevante sul nostro modo di operare. Inoltre ha effetti negativi anche sulla nostra capacità di fare chiarezza. Uno dei capisaldi del lean management e della lean production – il metodo ideato e sviluppato dalla Toyota che le ha permesso di poter diventare negli ultimi trent’anni la più importante casa automobilistica mondiale – è proprio fondato sull’ordine e sull’evitare gli sprechi.
4) Determinazione. “Stabilisci di fare ciò che devi fare. Esegui senza esitazione quanto hai deciso”. La capacità di raggiungere i risultati si fonda su una solida disciplina di execution. Il vantaggio competitivo di un’azienda, in particolar modo quando si è in presenza di un’azienda di servizi, sta nell’execution. Un cliente compra sempre il servizio e l’esperienza che in quel momento sta vivendo. L’execution è determinante nell’esperienza che facciamo vivere al cliente.
5) Parsimonia. “Non spendere se non per far del bene a te stesso o ad altri, vale a dire non sprecare niente”. La marginalità si annida tra gli sprechi: di tempo, di materiale, di cattiva o poco efficiente gestione finanziaria. Analizzare attentamente i propri processi, capire se possono essere resi maggiormente efficienti permette di ottenere dei risparmi importanti. Da dove partire? Ovviamente da ciò che è già presente in azienda.
6) Operosità. “Non perdere tempo. Sii sempre impegnato in qualcosa di utile. Evita ogni azione superflua”. Il tempo non può essere sostituito se non da altro tempo. L’importanza di come lo utilizziamo, di quanto ne investiamo nel portare avanti la nostra azienda, nello scegliere accuratamente le azioni da compiere è realmente ciò che può fare la differenza nella propria attività.
7) Sincerità. “Non ricorrere a sotterfugi che possono causare danno. I tuoi pensieri siano innocenti e giusti e tali rimangano quando decidi di esprimerli”. Le scorciatoie non sempre portano ad arrivare prima alla meta. Molto spesso rischiano piuttosto di far ritornare “in prigione” senza passare dal via.
8) Giustizia. “Non offendere nessuno, facendogli un torto o trascurando il dovere di fargli del bene”. L’importanza di mantenere un atteggiamento competitivo, ma corretto è la cifra stilistica di quelle aziende che sono consapevoli dei loro punti di forza. Realizzare l’eccellenza vuol dire cercare di essere migliori dei propri competitors.
9) Moderazione. “Evita gli estremi. Trattieniti dal risentirti dei torti per come pensi che meriterebbero”. Mantenere un understatement distintivo nel mondo degli affari è virtù molto apprezzata che consente di imprimere grande velocità al processo di fiducia tra cliente ed azienda.
10) Pulizia. “Non tollerare alcuna sporcizia del e nel corpo, negli abiti o in casa”. L’abitudine può portarci a non vedere il disordine che magari regna sulla scrivania. O piuttosto il cattivo odore, al quale non facciamo più caso, che regna nell’ingresso del palazzo dove vi sono gli uffici.
11) Tranquillità. “Non agitarti per inezie o per gli accidenti comuni e inevitabili”. La capacità di pro-agire agli eventi, anziché di re-agire agli stessi, individuando strategie e soluzioni nuove a vecchi problemi aiuta l’imprenditore a vivere con maggiore tranquillità il proprio ruolo di generatore di valore.
12) Castità. “Di venere usa raramente, solo per mantenere la salute o procreare, mai fino a saziarti, a infiacchirti o a pregiudicare la tua o l’altrui reputazione”. Senza voler entrare su tematiche meramente moralistiche, credo che l’interpretazione corretta di questa virtù sia legata, come sempre, ad una questione di equilibrio.
13) Umiltà. “Imita Gesù o Socrate”. L’umiltà di chi ha la capacità di mettersi in discussione, di scegliere di essere differente. Gesù e Socrate, due titani.
La statura di Benjamin Franklin ha indubbiamente influenzato scienziati e pensatori dell’epoca. Il suo pensiero continua ad influenzare anche oggi chi intende cominciare l’avvincente percorso di miglioramento continuo.
Le 13 virtù possono rappresentare un ottimo punto di partenza verso un’ineccepibile conduzione della propria impresa.
Ho trattato questi temi nel mio libro “L’Imprendi(promo)tore – Manuale di imprenditorialità per il Consulente Finanziario” – Ed. LSWR.
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